Il Teatro “Rolando Ricci”: cuore culturale di Goro tra memoria, musica e rinascita

Tra i simboli di Goro più significativi si trova il Teatro Comunale “Rolando Ricci”, conosciuto affettuosamente dai goresi come “al Teatrìn”. Un nome semplice, familiare, che racconta l’affetto di una comunità verso uno spazio piccolo nelle dimensioni ma grande nel significato.

Questo teatro, oggi unico superstite tra i tre attivi fino agli anni Settanta, è stato il punto di partenza per due artisti che hanno portato il nome di Goro nel mondo: Milva, voce potente e inconfondibile, e Piergiorgio Farina, violinista e compositore di fama internazionale. Entrambi hanno mosso i primi passi proprio su questo palco, che negli anni ha continuato a ospitare eventi, emozioni e incontri.

Con i suoi 99 posti, il teatro era noto fino agli anni Ottanta come Teatro Italia, e si trovava in un edificio storico chiamato Casa del Popolo, voluto dalla Lega di Miglioramento fra operai e pescatori. Col passare del tempo, e con il cambiamento delle abitudini culturali, anche questo spazio andò incontro al rischio di abbandono. Ma fu grazie alla mobilitazione di giovani movimenti di opinione che l’edificio fu salvato, acquistato dal Comune e sottoposto a importanti lavori di recupero e riqualificazione.

Nel 1989, il teatro fu finalmente restituito alla comunità con il suo nuovo nome, dedicato a Rolando Ricci, e affiancato dalla Biblioteca Comunale, realizzata negli spazi adiacenti. Il complesso sorge nel cuore ottocentesco del paese, e rappresenta oggi non solo un contenitore culturale, ma un vero e proprio presidio di identità e memoria collettiva.

Fino agli anni Settanta, Goro poteva contare anche sul Teatro Nuova Italia, utilizzato principalmente come cinema, e sul Teatro Adriatico, conosciuto per le sue serate da ballo. A questi si aggiungevano due arene estive, animate da rassegne e spettacoli all’aperto. Ma l’avvento di nuove forme di intrattenimento e informazione segnò una progressiva perdita di interesse da parte della comunità.

Il Teatro Nuova Italia, l’ultimo a chiudere, rimase attivo fino ai primi anni Ottanta, poi cadde in disuso e fu infine distrutto a seguito di un’esplosione causata da una fuga di gas in un’abitazione vicina. Oggi, su quell’area si trova uno spazio dedicato agli spettacoli all’aperto, e sul pavimento, come monito e promessa, campeggia la scritta: “L’arte educa il popolo”. Una frase voluta da un cittadino di Goro e già incisa sul boccascena dell’antico Teatro Italia.

Il Teatro Adriatico, invece, giace in stato d’abbandono, ma continua a far parte della memoria di chi lo ha vissuto.

Oggi, il Teatro “Rolando Ricci” resta custode vivo della tradizione musicale e culturale di Goro, un luogo che ha saputo resistere al tempo e trasformarsi, accogliendo nuove generazioni e nuove forme di espressione, nel segno della bellezza e della partecipazione.