Acqua e terra terra e acqua, dove finisce il mondo?
Cesare Zavattini
La ricchezza di biodiversità di quest’area è straordinaria, frutto dell’equilibrio tra l’afflusso di acque dolci, l’influsso delle maree e i depositi di sedimenti. Le acque basse e salmastre della laguna favoriscono in particolare lo sviluppo di molluschi bivalvi (vongole, cozze e ostriche), fondamentali per l’economia locale, poiché sostengono da tempo la pesca e l’acquacoltura. Grazie alla notevole presenza di nutrienti e all’abbondanza di microrganismi, questi molluschi trovano condizioni ottimali per la riproduzione e la crescita.
Le aree emerse, come le barene e le superfici di canneto, ospitano specie vegetali specializzate che si sono adattate a vivere in condizioni di elevata salinità. Qui spiccano piante alofile come la Salicornia e il Limonio, che, con le loro tinte violacee, colorano l’orizzonte di tinte inaspettate nei mesi estivi e autunnali. Accanto a queste, si sviluppano altre piante psammofile e pioniere in grado di colonizzare i sedimenti sabbiosi, come lo Sparto delle barene (Spartina maritima) e diverse specie di giunco (Giunco marittimo e Giunco pungente).




L’avifauna risulta ricca: la laguna è un punto di sosta, alimentazione e riproduzione per molte specie di uccelli. Aironi, fenicotteri, avocette e cavalieri d’Italia trovano in questi specchi d’acqua un habitat sicuro. A queste si aggiungono specie di gabbiani, sterne e limicoli, insieme a uccelli meno noti come il Fraticello (Sternula albifrons) o la Beccaccia di mare (Haematopus ostralegus), che prediligono gli scanni sabbiosi più esterni.
Oltre agli uccelli, nelle acque della laguna e lungo le coste non è raro imbattersi in pesci e invertebrati di diverso tipo: dalle specie eurialine tipiche degli ambienti salmastri (cefali, anguille, ghiozzi), fino a crostacei quali il granchio verde e, purtroppo, la specie aliena invasiva del granchio blu. Talvolta si osservano anche presenze occasionali di Tartaruga marina comune (Caretta caretta), specie di alto interesse conservazionistico che sta comparendo con maggiore frequenza nelle acque del Mediterraneo.
L’insieme di questi elementi – habitat, flora e fauna – rende il paesaggio lagunare un autentico scrigno di biodiversità, in cui la collaborazione tra uomo e natura crea un ambiente unico e ricco di fascino, ma anche fragile, in continua trasformazione e bisognoso di costante tutela e monitoraggio

